Manifestazione del 4 Novembre - Articolo

La studentessa Mariarita della classe 4Bs ha presentato il lavoro di cui si riporta il testo integrale

 

“Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz'altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria”

Queste le parole con cui il 4 Novembre 1921 viene riconosciuto il valore del Milite ignoto, caduto in guerra per la patria. Inconoscibile la sua identità, ma inflessibile nel tempo la sua memoria. La memoria non di un volto, di un nome, ma della storia di un uomo valoroso. 

Una storia rimasta immobile, congelata in un tempo immutabile, forse una storia che dorme sepolta in un campo di grano, con papaveri rossi che vegliano sui suoi pensieri sconnessi, malati da una retorica battagliera. E mentre solo il grano stava a sentire, parole gelate non si sciolgono al sole, bloccate nello spazio, nel sangue. Moriva in quel momento. Vissuto forse nelle parole di una madre, un padre, un'amante o un figlio, fino a che il tempo non si è portato via anche loro.

E forse anche oggi ci è rimasto un momento per accorgerci che il tempo non basterà a chiedere perdono per tutti i nostri peccati. Un momento che ci insegna l'importanza del coraggio, dell'affermazione delle nostre identità nelle battaglie giornaliere.

La speranza è quindi quella di una scuola che ci renda consapevoli del nostro valore, che non ci renda ignoti di fronte al nostro sacrificio e che ricordi nei caldi giorni di primavera il freddo dell'inverno che i nostri caduti hanno attraversato per permetterci di vivere in una pace sempiterna, che troppo spesso dimentichiamo di tutelare.

Foto4Foto3

Foto1Foto6

Foto7

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.